Appuntamenti

  • Calendario incontri quindicinali Gruppo Famiglia
  • Calendario Adorazioni Eucaristiche
  • Calendario Liturgie penitenziali
  • Schede Sposi in cammino
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Gruppo Famiglia Parrocchia san Pietro Apostolo
Pomigliano D’Arco
Linee programmatiche
anno pastorale 2014/2015
Il Gruppo si incontrerà  con cadenza quindicinale nel giorno di sabato dalle ore 18.30 alle 20.30, presso la ex Parrocchia di S.Pietro in via S.Pietro secondo il programma allegato.
La coppia referente, per i prossimi tre anni, è stata individuata dal Gruppo nelle persone di Giovanni e Raffaella Di Mauro; mentre la catechista, nominata dal Parroco, sarà Rosa D’Angelo.
Per l’Assistenza spirituale, si è reso disponibile don  Salvatore Peluso
Assistente diocesano della pastorale della famiglia ;
 così come si sono resi disponibili a vari incontri i coniugi Giuseppe e Rosa Iazzetta, responsabili diocesani della Pastorale della Famiglia.
allegato nr. 1
Gruppo Famiglia Parrocchia san Pietro Apostolo
Pomigliano D’Arco
Calendario incontri anno pastorale 2014/2015
date incontri anno 2014:
13 settembre " Festa della famiglia " a Pompei
27 settembre
11 ottobre
25 ottobre
08 novembre
22 novembre
06 dicembre
20 dicembre
date incontri anno 2015:
10 gennaio
24 gennaio
07 febbraio
21 febbraio
07 marzo
21 marzo
11 aprile
18 aprile
09 maggio


23 maggio

06 giugno
13 giugno  incontro di chiusura
 
Si prevedono, inoltre, momenti di ‘uscite’ per:
––  ritiri spirituali (nei tempi forti dell’Anno);
––  per incontri diocesani di formazione (e/o di altra natura);
 per momenti prettamente ludici / culturali e sano divertimento familiare.


 Calendario Adorazioni Eucaristiche mensili Parrocchia 
S.Pietro apostolo 
ogni primo venerdì del mese 
anno 2014

  1. 03 gennaio  " Gruppo Famiglia "
  2. 07 febbraio  " Azione Cattolica "
  3. 07 marzo " Neocatecumenali "
  4. 04 aprile " Gruppo Famiglia "
  5. 02 maggio " Azione Cattolica "
  6. 06 giugno  " Neocatecumenali "
  7. 05 settembre  " Azione Cattolica "
  8. 03 ottobre " Gruppo Famiglia "
  9. 07 novembre Neocatecumenali "
  10. 05 dicembre " Azione Cattolica   


Calendario liturgie penitenziali anno 2014

  • 28 febbraio " Gruppo Famiglia "
  • 14 aprile " Neocatecumenali "
  • 27 giugno " Azione Cattolica "
  • 08 settembre " Neocatecumenali " 
  • 30 ottobre " Azione Cattolica "
  • 23 dicembre " Gruppo Famiglia "

 Schede di riflessioni


Scheda 1

SIAMO SPOSI 

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Promessi in Cristo



Introduzione: La vocazione alla vita di Cristo, avviatasi con il Battesimo, viene ulteriormente definita con il sacramento del matrimonio, che invita a vivere la relazione come appartenenza all’altro. Infatti già vivere il battesimo significa essere di Cristo e quindi, come Lui, decidere di ‘non appartenersi’, vivendo la propria vita non per obiettivi individuali quali l’affermazione di sé, il prestigio, il denaro, ma per allargare il progetto di Dio nella storia mettendo al centro l’altro.
Nel matrimonio, realtà di dono reciproco, l’evento battesimale viene realizzato “a due” e quindi “in modo proprio e originale”. Non può esistere una spiritualità di uno sposato che prescinde dal coniuge; se i due sono diventati uno nel Signore, la loro vita a due, la relazione, diventa sacramento. La grazia che gli sposi hanno ricevuto viene così espressa e assunta dentro la relazionalità. Allora la vita di coppia diventa luogo dove si riversa la presenza dell’amore di Cristo: il Signore ha scelto questo sacramento per continuare a manifestare il suo innamoramento per la Chiesa.
“… all’immagine  del Dio monoteistico corrisponde il matrimonio monogamico. Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa l’icona del rapporto di Dio con il suo popolo e viceversa: il modo di amare di Dio diventa la misura dell’amore umano.” (Deus Caritas Est, cap.11). (cfr. Ef 5, 29-33)

Preghiera di invocazione allo Spirito

Vieni Spirito di amore,
riempi i nostri cuori e illumina le nostre menti,
abita le nostre case e rafforza la comunione tra noi.
Ci hai voluto sposi e famiglia:

parlaci della pace,
insegnati la pazienza del perdono,
aiutaci a godere della vita,
nella piena disponibilità alla volontà del Padre.
Con Te, Cristo ci è vicino,
intima sorgente di dono gratuito,
di passione per la debolezza,
di cura totale e perenne.
Come compagni di viaggio,
aumenta la nostra fede,
vivifica la speranza,
riscalda la carità.
Spirito Santo, vieni.
Amen.

Vangelo:  Mt 5, 1-12
Vedendo le folle, Gesù …….salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
“Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

Commento al Vangelo:
Le beatitudini rivelano come è fatto il cuore di Dio!
Gesù, elencandole, ci ammaestra esprimendo la sua stessa fede:
Lui è il povero, l’afflitto, il mite, l’assetato di giustizia, il 

misericordioso, il puro, l’operatore di pace, il perseguitato per eccellenza. Noi, innestati in Cristo attraverso il Battesimo, partecipiamo della sua stessa vita e, come Lui, risuscitiamo  giorno dopo giorno se seguiamo, da soli e in coppia, questo programma di conversione fatto di scelte concrete di stile di vita. Le Beatitudini sono la rivelazione di ciò a cui l’uomo deve tendere, per essere “sale della terra” e “luce del mondo”, seguendo un cammino permanente di purificazione, che è salvezza e felicità qui, ora, e che apre ad una grande “ricompensa nei cieli” (cfr. Mt 5, 13).
Nel Matrimonio le Beatitudini si esprimono in atteggiamenti concreti che si esprimono nella relazione sponsale: il riconoscersi bisognosi, l’essere pazienti, misericordiosi, in pace, giusti sono i presupposti per costruire la felicità. Lo stesso Adamo, pur possedendo tutto il mondo creato, al quale aveva dato il nome, fu felice soltanto quando poté spingere i suoi occhi in quelli di Eva. Nella meraviglia esclamò: «Questa sì, è carne della mia carne, osso delle mie ossa!» (Gn 2, 23).
In un mondo così contraddittorio come è l’attuale vivere le Beatitudini in coppia diventa una condizione di benessere interiore, di fiducia in qualcosa che sentiamo dare senso alla nostra vita personale e di relazione con gli altri, una spiritualità che ci deriva dall’avere ascoltato e creduto, insieme, alle parole di Gesù.

Domande per la riflessione:
Ø        Vivere il battesimo significa essere di Cristo, come Lui re, sacerdoti e profeti. Gesù diceva “Io sono in mezzo a voi come colui che serve”, quali sono gli atteggiamenti in cui possiamo riconoscere il servizio reciproco come espressione fondante del nostro essere sposi cristiani?
Ø        Sposi sacerdoti e profeti: dal “noi” del matrimonio alla testimonianza di un amore più grande: l’Amore di Dio per l’uomo. Quale testimonianza è possibile rendere per annunciare la bellezza del programma delle Beatitudini vissuto in coppia qui ed ora?

Mandato per la vita:

Ø             Felici perché liberi, la conversione basata sulla Parola è la via della libertà? Come aiutarci in coppia?
Ø             Come Adamo ognuno di noi si realizza nell’altro. Ripercorrendo la nostra vita, raccontiamoci i momenti in cui siamo riusciti a vedere attraverso lo sguardo del coniuge, lo sguardo di Dio.

Gesto da fare durante l’incontro:
Il Vangelo ci ammaestra secondo il cuore di Gesù che è venuto tra di noi per servire: si metta al centro del tavolo un asciugamano, una salvietta o un grembiule, segni di disponibilità al servizio, una brocca d’acqua segno di purificazione.

Preghiera finale
O Cristo, tu sei con noi, carne della nostra carne.
Insegnaci a credere, ad amare,
a soffrire come tu, uomo, hai creduto, hai amato, sofferto.
Cristo, anche tu fosti uomo: ama, perciò, i nostri limiti. Amaci tutti.
Non solo i puri e gli attivi, ma anche i rassegnati, gli incostanti, i deboli.
Cristo, tu sei con noi e ci vieni costantemente incontro,
nel nostro prossimo: aprici gli occhi, perché sappiamo riconoscerti presente
soprattutto nel nostro sposo/a e condividere in noi il Tuo Amore.
Amen.

Mandato per la vita
Impegnamoci ad una semplice, ma costante, 
preghiera quotidiana in coppia, per chiedere insieme di tradurre nella vita.





Scheda 2



CREDIAMO COME FIGLI DELLA CHIESA

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Famiglia di famiglie


Introduzione: L’efficacia salvifica del mistero pasquale di Cristo ci giunge attraverso la Chiesa, che ebbe origine dagli avvenimenti della Pasqua e si manifestò pubblicamente nella Pentecoste di fronte a una moltitudine, che rappresentava tutti i popoli della terra. Il battesimo e la confermazione sono intimamente uniti e correlati tra loro come lo furono gli eventi della Pasqua e della Pentecoste. È lo stesso flusso della grazia sacramentale di cui beneficiano gli sposi all’atto del matrimonio. Infatti “…la famiglia cristiana è inserita a tal punto nel mistero della Chiesa da diventare partecipe, a suo modo, della missione di salvezza propria di questa: i coniugi e i genitori cristiani, in virtù del sacramento, «hanno nel loro stato di vita e nella loro funzione, il proprio dono in mezzo al Popolo di Dio» (Lumen Gentium, 11). Perciò non solo «ricevono» l’amore di Cristo diventando comunità «salvata», ma sono anche chiamati a «trasmettere» ai fratelli il medesimo amore di Cristo, diventando così comunità «salvante». In tal modo, mentre è frutto e segno della fecondità soprannaturale della Chiesa, la famiglia cristiana è resa simbolo, testimonianza, partecipazione della maternità della Chiesa” (Giovanni Paolo II, Familiaris consortio, n. 49).
“La famiglia cristiana è chiamata a prendere parte viva e responsabile alla missione della Chiesa in modo proprio e originale, ponendo cioè al servizio della Chiesa e della società se stessa nel suo essere ed agire, in quanto intima comunità di vita e di amore” (id. 50).

Preghiera di invocazione allo Spirito

Vieni Spirito di amore,
riempi i nostri cuori e illumina le nostre menti,
abita le nostre case e rafforza la comunione tra noi.
Ci hai voluto sposi e famiglia:

parlaci della pace,
insegnati la pazienza del perdono,
aiutaci a godere della vita,
nella piena disponibilità alla volontà del Padre.
Con Te, Cristo ci è vicino,
intima sorgente di dono gratuito,
di passione per la debolezza,
di cura totale e perenne.
Come compagni di viaggio,
aumenta la nostra fede,
vivifica la speranza,
riscalda la carità.
Spirito Santo, vieni.
Amen.

Vangelo:  Mt 5, 13-16
Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

Commento al vangelo:
Il brano evangelico è inserito in un contesto che vede Gesù guarire un lebbroso e un paralitico, dopo aver “chiamato” i primi discepoli. Da ricordare che Gesù guarisce i paralitico e gli perdona i peccati, sollevando la protesta dei farisei.
Per mezzo di Gesù, la forza divina si manifesta consentendogli di guarire con una parola e con un tocco. Le sue opere attraggono a lui grandi folle e i suoi prodigi generano timore e stupore.

Nelle azioni di Gesù scorgiamo il caratteristico interesse per 
coloro che sono ritualmente segregati dal popolo d’Israele e perciò tagliati fuori dalla piena partecipazione alla sua vita. Toccando il lebbroso, Gesù lo reintegra nella comunità umana; il paralitico è restituito alla sua famiglia. Tale è il capovolgimento dei valori umani annunciato dal Messia. Tali sono i segni sacramentali della salvezza che Gesù profonde a piene mani per le strade della Palestina e per le strade del mondo, ieri oggi sempre.

Domande per la riflessione:
1.    In che misura percepiamo il legame che unisce la nostra famiglia a tutte le famiglie della Chiesa?
2.    Siamo coscienti del rapporto molto stretto che esiste tra la grazia sacramentale della confermazione e quella del matrimonio nella medesima vocazione missionaria del cristiano e della Chiesa?
3.    In ordine alla vocazione missionaria, coltiviamo l’impegno dell’educazione alla vita e alla fede dei nostri figli come un cammino da condividere con le altre famiglie?
4.    La grazie salvifica che Gesù ha distribuito a piene mani durante la sua esperienza terrena è oggi affidata alle nostre mani. Siamo altrettanto generosi nel condividerla con i fratelli?

Gesto da fare durante l’incontro:
Scambio tra i partecipanti della Bibbia come segno del dono reciproco della Parola e condivisione del pane come segno di vita.

Preghiera finale:
O Dio Padre che con il Figlio e lo Spirito,
ci hai donato la grazia di essere tuoi testimoni,
fa che le nostre famiglie coltivino la vocazione missionaria
nell’annuncio e nella pratica del tuo Regno.
Per il nostro Signore….

Gesto da fare durante l’incontro: 

Per fare della Chiesa una famiglia di famiglie, dobbiamo costruire nel quotidiano rapporti di amicizia e solidarietà con le famiglie della nostra comunità, incominciando da quelle che ci sono fisicamente vicine.
    



Scheda 3

CHIESA DOMESTICA

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I riti di casa


Introduzione:  “Il piccolo principe ritornò l’indomani. «Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora», disse la volpe. «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti». «Che cos’è un rito?» disse il piccolo principe. «Anche questa, è una cosa dimenticata», disse la volpe. «È quello che fa un giorno diverso dagli altri, un’ora dalle altre ore».
da: “Il Piccolo Principe”

Preghiera di invocazione allo Spirito

Vieni Spirito di amore,
riempi i nostri cuori e illumina le nostre menti,
abita le nostre case e rafforza la comunione tra noi.
Ci hai voluto sposi e famiglia:
parlaci della pace,
insegnati la pazienza del perdono,
aiutaci a godere della vita,
nella piena disponibilità alla volontà del Padre.
Con Te, Cristo ci è vicino,
intima sorgente di dono gratuito,
di passione per la debolezza,
di cura totale e perenne.
Come compagni di viaggio,
aumenta la nostra fede,
vivifica la speranza,
riscalda la carità.
Spirito Santo, vieni.
Amen.

Vangelo:  Lc 1, 39-58
In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e 

raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.
Allora Maria disse:
“L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre”.
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.

Commento al vangelo:
Nel loro incontro Maria ed Elisabetta si capiscono prima ancora di parlare. Forse perché l’amore conosce, è esso stesso conoscenza.
Gli uomini ti permettono di varcare la soglia del loro segreto solo se li guardi con occhi liberi dal desiderio di competizione o di seduzione, solo se ti sei ripulito dalla polvere dell’orgoglio e offri la tua matura tenerezza.
Dio ci viene incontro innanzitutto nella nostra casa segreta, dove siamo davvero noi stessi, senza maschera alcuna. Ma
subito dopo ci attende nelle relazioni positive e forti, ci incontra nel nostro tessuto di affetti, è presente nei dialoghi, negli incontri, nella reciprocità attenta, lo senti nella tenerezza immeritata che illumina la casa, nei gesti di chi ti vuol bene, è attento a te e ti ascolta.
Maria che si reca in fretta nella casa di Zaccaria, pur stordita da ciò  che le sta accadendo, ci chiama a non smarrire la polifonia dell’esistenza, a non trascurare nessuna delle relazioni dove affiora affetto, da ricevere e da donare, di chiama a vivere bene tutti i legami che generano la bontà dell’esistere.
Il Magnificat non nasce nella solitudine ma in uno spazio di affetti. Dio viene, e il suo venire è mediato da uomini, da incontri, da dialoghi. Forse non c’è, quaggiù, esperienza d’infinito che non sia legata alle relazioni tra le persone.
Ogni esistenza ribadisce che la cosa più importante sotto il sole sono i legami.

Domande per la discussione:
1.    La nostra vita coniugale sa approfondirsi ogni giorno? Coloro che ci avvicinano colgono in noi la novità del matrimonio cristiano? Quale testimonianza offriamo con la parola e con la vita? Cosa si attende la società odierna dalla famiglia cristiana?
2.    Quali difficoltà incontriamo a capire, a “curare”, ad amare la nostra quotidianità di coppia?
3.    Quali gesti, sapori, suoni, manifestazioni sono “un’abitudine” piacevole nel nostro rapporto?

 Domande per la riflessione:
1.    Che cosa significa concretamente tra voi gratuità e comunione, gusto della reciproca presenza e passione?
2.    Quali sono le memorie che vi fanno riconoscere sposi in Cristo? E come pensate di ridirle agli altri?
Ognuno dei due sposi bacia l’anello del coniuge, ripetendo la formula con cui lo impose la prima volta.
…..(nome) ricevi questo anello, segno del mio amore e della mia fedeltà.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Preghiera finale
Padre, 
donaci di tornare tutti a guadagnarci il pane con le nostre mani, e tornare tutti a gustare quanto sia buono il pane.
Padre,
dona a tutte le case una donna forte e saggia,
che insieme con l’uomo sia il principio
dell’armonia libera e necessaria.
Padre,
dona figli che siano segno di gioia e di pace intorno a ogni mensa;
e che tutti possiamo veder fiorire una Chiesa più credibile,
una città più umana.

Mandato per la vita:
Il “Magnificat” e il “Benedictus” son due composizioni poetiche che dal Vangelo passeranno alla Chiesa, che ogni giorno le ripete.
Impegniamoci una volta alla settimana a recitare le lodi, il padre benedice, e alla sere il vespro, Maria entra nella casa perché ogni famiglia prenda coscienza della “GRANDI COSE” che Dio compie ancora e affida ad ogni padre e ad ogni madre per i loro figli. La famiglia è una piccola chiesa e Maria, la Madre del Signore, vi entra per cantare con noi.



Scheda 4
VITA EUCARISTICA

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Eucarestia e Matrimonio

 

Introduzione:  Eucarestia a matrimonio suonano la stessa musica, nel senso che non solo possiamo ritrovare lo stesso Cristo che si dona, ma anche nella modalità e nell’efficacia di questo sacrificio si scoprono molteplici vicinanze tra i due sacramenti. Basterebbe gustare una preghiera di consacrazione, leggendola in parallelo con la celebrazione e la vita matrimoniale, per comprende queste profonde aderenze di forma e di significato. Così, sacrificio, comunione, dono, alimento, diventano sì realtà presenti nell’eucarestia, ma anche donate e vissute tra i coniugi cristiani.

Preghiera di invocazione allo Spirito

Vieni Spirito di amore,
riempi i nostri cuori e illumina le nostre menti,
abita le nostre case e rafforza la comunione tra noi.
Ci hai voluto sposi e famiglia:
parlaci della pace,
insegnati la pazienza del perdono,
aiutaci a godere della vita,
nella piena disponibilità alla volontà del Padre.
Con Te, Cristo ci è vicino,
intima sorgente di dono gratuito,
di passione per la debolezza,
di cura totale e perenne.
Come compagni di viaggio,
aumenta la nostra fede,
vivifica la speranza,
riscalda la carità.
Spirito Santo, vieni.
Amen.


Vangelo:  (Lc 24, 13-35)
Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: “Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino? ”. Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: “Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni? ”. Domandò: “Che cosa? ”. Gli risposero: “Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto”.
Ed egli disse loro: “Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino”. Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture? ”.
E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone”. Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.



Commento al vangelo:

La vita da sposi è un grande viaggio, che non si misura per la sua durata, ma per l’intensità di amore e di comunione. La meta è certa, anche se il cammino può riservare numerosi inconvenienti, di gioia e di dolore. Mai, però, mancherà la delicata e speranzosa  compagnia del “Divino Viandante”!

Nonostante la tragicità del momento e la triste deriva, i due discepoli di Emmaus non rinunciano al dialogo, al ricordo puntuale e realistico di quanto successo, alla ricerca delle cause…

Tutto importante e a tratti necessario, ma non basta. C’è bisogno di una vista più lunga e di una ricerca più attenta nella consapevolezza di sé e di quanto è successo. Non è solo il problema del Maestro messo a morte; per loro è problema di identità, di come andare avanti: di senso di una vita spesa in una direzione e ora all’apparenza troncata, sciupata!

Ritrovare Cristo, la passione di lui, significa per due sposi svegliarsi dal torpore di lente derive e amarezze non sanate, per ridirsi amore, per leggere con gli occhi della speranza la loro storia e riprendere il cammino con nuova gioia,  ma verso l’unica e medesima meta.

Dal dialogo alla comunione: ecco i due piedi che mai si devono stancare di camminare tra sposi. A volte avranno bisogno di essere puliti, fasciati, coccolati; anche questo è servizio coniugale: lavarsi i piedi gli uni, gli altri.

Riconoscersi e riconoscerLo nell’eucarestia significa, allora, compiere nel matrimonio il “fate questo in memoria di me”; ma in modo sponsale, originale, nel dono completo e fedele, unico e generante che fonda le chiesa domestica. Un unico altare, come uno è l’amore di Cristo per la sua Chiesa e uno è il matrimonio.
 
Gesto da fare durante l’incontro:
Gli sposi si prendono le mani e le tengono unite tutte assieme, ricordando ciascuno una cosa belle che si donano.
Poi, ricordano ciascuno una realtà verso la quale si fa fatica a donare nel matrimonio, si schiacciano leggermente un piede.

Preghiera finale:
Come pane spezzato, come vino versato:
 eccoci, Signore, siamo tuoi, siamo uniti in te.
Aiutaci a ricevere forma di vita e alimento gustoso per il cammino coniugale, dalla tua presenza nell’eucarestia.
Confortaci con la tua forza di pace e unità.
Rendici disponibili a mettere a disposizione le nostre pochezze, perché con Te possano diventare meraviglie di comunione e di fecondità. La fragranza del pane e la gioia del vino siano sempre lo stile della nostra vita di sposi.
Amen.

Mandato per la vita:
Porgere alla coppia di sposi un piccolo pane. Poi, lasciare che lo dividano e dire loro che portandolo a casa, ciascuno si ricordi sempre che senza il dono dell’alimento dell’amore e dell’unità, il pane, segno del loro matrimonio e dell’eucarestia, non è più lo stesso, rimane mancante. Non basta unirlo esteriormente, bisogna scambiarselo vicendevolmente


Scheda 5

VITA DI MISERICORDIA

Cura e perdono


Introduzione:  Non c’è perdono senza amore, non c’è amore senza perdono.

Attraverso questa scheda vogliamo confrontarci sulla radice del per-dono. Ciascuno di noi è chiamato da Dio come creatura, a realizzarsi pienamente attraverso il dono di sé. Rispondere a questa chiamata è impegnativo perché significa misurarsi costantemente col proprio egocentrismo e con la tentazione di dominare l’altro, di ritenersi la misura di ogni cosa nel rapporto coniugale.
Quando cediamo a questa tentazione non abbiamo cura della nostra relazione di coppia e consumiamo quei piccoli tradimenti quotidiani che ci tolgono la serenità e il nostro essere in sintonia con l’altro.


Preghiera di invocazione allo Spirito


Spirito Santo,
amore del Padre e del Figlio,
ispiraci sempre
ciò che dobbiamo pensare insieme,
ciò che dobbiamo dire e come dobbiamo dirlo,
ciò che dobbiamo tacere,
ciò che dobbiamo scrivere,
come dobbiamo agire
e ciò che dobbiamo fare
per procurare la gloria di Dio,
il bene dei  nostri figli
e la nostra personale santificazione
nel matrimonio. Amen.



Vangelo:  (Lc 7, 36-50)

Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
A quella vista il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé. “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice”. Gesù allora gli disse: “Simone, ho una cosa da dirti”. Ed egli: “Maestro, dì pure”. “Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più? ”. Simone rispose: “Suppongo quello a cui ha condonato di più”. Gli disse Gesù: “Hai giudicato bene”. E volgendosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco”.
Poi disse a lei: “Ti sono perdonati i tuoi peccati”. Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: “Chi è quest’uomo che perdona anche i peccati?”. Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; và in pace!”.

Commento al vangelo:
Questo brano del vangelo di Luca ha molto da dire alla nostra esperienza coniugale e famigliare. Riconosciamo in esso dei vissuti quotidiani come il desiderio di essere accolti, capiti e perdonati, oppure la speranza che “invitando” Gesù ad essere presente  nella  nostra  casa  il nostro amore duri per sempre, ma
anche il giudizio sull’altro espresso non a parole ma detto con gesti concreti di chiusura, di ostilità; ancora, la convinzione che le cose cambieranno se prima cambia il coniuge perché lui ha sbagliato, e questa certezza ci paralizza impedendoci di fare il 

primo passo verso la riconciliazione. Da ultimo però in questo brano è descritta anche la tenerezza di cui siamo capaci quando accogliamo l’altro col suo limite, quando sentiamo che qualcosa deve cambiare tra noi e che la fatica che stiamo vivendo può aprirci alla speranza di un amore ancora più profondo.

Al centro del racconto c’è Gesù che “penetra da lontano i nostri pensieri” (Sal 139), che ci conosce nel profondo, ci ama e ci perdona gratuitamente e senza condizioni. Ed è sempre Gesù che dice a noi in quanto coppia, che dal perdono nasce l’amore riconoscente, infatti quello a cui si perdona poco, ama poco”.

Il per-dono trasforma l’esperienza della divisione in una occasione di comunione, col per-dono vinciamo il male con il bene. Gesù l’ha già reso possibile per noi. Sapremo coltivare lo stile del perdono vicendevole, nella misura in cui personalmente ci riconosceremo bisognosi di essere salvati, di essere rinnovati nel cuore, perché sia sempre meno di pietra e sempre più capace di amare.

Il dono dello Spirito nel sacramento della Riconciliazione purifica e rigenera il nostro cuore, purifica i nostri desideri e li orienta a cercare una comunione profonda con il coniuge. Così possiamo amare e perdonare perchè ci riconosciamo davanti a Dio peccatori continuamente amati e perdonati da Lui.

Allora non ci sarà spazio per il giudizio senza possibilità di appello, non ci sarà spazio per l’orgoglio e la prevaricazione dell’uno sull’altra. Rimarrà solo l’attesa paziente dei tempi dell’altro.
La storia d’amore degli sposi in Cristo non può essere diversa dalla storia dello Sposo-Gesù che ha amato noi, l’umanità-sua sposa, fino alla fine. Il mondo per poter credere che Dio è Amore, ha bisogno di coppie che si amano così. Anche a noi Gesù dice “la tua fede ha salvato il tuo rapporto di coppia”, ogni volta che ci siamo consegnati a Lui per diventare canali dell’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito.
  
domande per la riflessione:

1.    Poniamo dei limiti al perdono dell’altro? Se si, quali?

2.    C’è qualcosa che ci ostacola nell’accettare il perdono del coniuge?

3.    Crediamo che il sacramento della Riconciliazione abbia a che vedere col nostro amore di coppia, o pensiamo che ci riguardi solo persionalmente?


Gesto da fare durante l’incontro:
Ogni coppia si ritrova in disparte dialogando, per almeno 15 minuti a partire da questa affermazione:
Mi sento accolto da te ogni volta che….

Preghiera finale:
Padre ci uniamo alla preghiera di Gesù e con fede ti diciamo: fa che siamo uno perché il mondo creda al tuo amore.
Padre nostro…..

Mandato per la vita:
Non addormentarsi la sera senza essersi prima riconciliati.









































 



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