- Calendario incontri quindicinali Gruppo Famiglia
- Calendario Adorazioni Eucaristiche
- Calendario Liturgie penitenziali
- Schede Sposi in cammino
- Altri appuntamenti
Gruppo
Famiglia Parrocchia san Pietro Apostolo
Pomigliano D’Arco
Linee programmatiche
anno pastorale 2014/2015
Il
Gruppo si incontrerà con cadenza
quindicinale nel giorno di sabato dalle ore 18.30 alle 20.30, presso la ex Parrocchia di S.Pietro in via S.Pietro secondo il programma allegato.
La
coppia referente, per i prossimi tre anni, è stata individuata dal Gruppo nelle
persone di Giovanni e Raffaella Di Mauro; mentre la catechista, nominata dal
Parroco, sarà Rosa D’Angelo.
Per
l’Assistenza spirituale, si è reso disponibile don Salvatore Peluso
Assistente
diocesano della pastorale della famiglia ;
così come si sono resi disponibili a vari
incontri i coniugi Giuseppe e Rosa Iazzetta, responsabili diocesani della
Pastorale della Famiglia.
allegato nr. 1
Gruppo
Famiglia Parrocchia san Pietro Apostolo
Pomigliano D’Arco
Calendario incontri anno pastorale 2014/2015
date incontri
anno 2014:
13 settembre " Festa della famiglia " a Pompei
27 settembre
27 settembre
11 ottobre
25 ottobre
08 novembre
22 novembre
06 dicembre
20 dicembre
date incontri
anno 2015:
10 gennaio
24 gennaio
07 febbraio
21 febbraio
07 marzo
21 marzo
11 aprile
18 aprile
09 maggio
23
maggio
06
giugno
13 giugno incontro di chiusura
Si prevedono, inoltre,
momenti di ‘uscite’ per:
–– ritiri spirituali (nei tempi forti
dell’Anno);
–– per incontri diocesani di formazione (e/o di
altra natura);
Calendario Adorazioni Eucaristiche mensili Parrocchia
S.Pietro apostolo
ogni primo venerdì del mese
anno 2014
- 03 gennaio " Gruppo Famiglia "
- 07 febbraio " Azione Cattolica "
- 07 marzo " Neocatecumenali "
- 04 aprile " Gruppo Famiglia "
- 02 maggio " Azione Cattolica "
- 06 giugno " Neocatecumenali "
- 05 settembre " Azione Cattolica "
- 03 ottobre " Gruppo Famiglia "
- 07 novembre Neocatecumenali "
- 05 dicembre " Azione Cattolica
Calendario liturgie penitenziali anno 2014
- 28 febbraio " Gruppo Famiglia "
- 14 aprile " Neocatecumenali "
- 27 giugno " Azione Cattolica "
- 08 settembre " Neocatecumenali "
- 30 ottobre " Azione Cattolica "
- 23 dicembre " Gruppo Famiglia "
Schede di riflessioni
Scheda 1
SIAMO SPOSI
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Promessi in Cristo
Introduzione: La
vocazione alla vita di Cristo, avviatasi con il Battesimo, viene ulteriormente
definita con il sacramento del matrimonio, che invita a vivere la relazione
come appartenenza all’altro. Infatti già vivere il battesimo significa essere
di Cristo e quindi, come Lui, decidere di ‘non appartenersi’, vivendo la
propria vita non per obiettivi individuali quali l’affermazione di sé, il
prestigio, il denaro, ma per allargare il progetto di Dio nella storia mettendo
al centro l’altro.
Nel matrimonio,
realtà di dono reciproco, l’evento battesimale viene realizzato “a due” e
quindi “in modo proprio e originale”. Non può esistere una spiritualità di uno
sposato che prescinde dal coniuge; se i due sono diventati uno nel Signore, la
loro vita a due, la relazione, diventa
sacramento. La grazia che gli sposi hanno ricevuto viene così espressa e
assunta dentro la relazionalità. Allora la vita di coppia diventa luogo dove si
riversa la presenza dell’amore di Cristo: il Signore ha scelto questo
sacramento per continuare a manifestare il suo innamoramento per la Chiesa.
“…
all’immagine del Dio monoteistico
corrisponde il matrimonio monogamico. Il matrimonio basato su un amore
esclusivo e definitivo diventa l’icona del rapporto di Dio con il suo popolo e
viceversa: il modo di amare di Dio diventa la misura dell’amore umano.” (Deus Caritas Est, cap.11). (cfr. Ef 5, 29-33)
Preghiera di invocazione allo Spirito
Vieni
Spirito di amore,
riempi i
nostri cuori e illumina le nostre menti,
abita le
nostre case e rafforza la comunione tra noi.
Ci hai
voluto sposi e famiglia:
parlaci
della pace,
insegnati
la pazienza del perdono,
aiutaci a
godere della vita,
nella
piena disponibilità alla volontà del Padre.
Con Te,
Cristo ci è vicino,
intima
sorgente di dono gratuito,
di
passione per la debolezza,
di cura
totale e perenne.
Come
compagni di viaggio,
aumenta la
nostra fede,
vivifica
la speranza,
riscalda
la carità.
Spirito
Santo, vieni.
Amen.
Vangelo: Mt
5, 1-12
Vedendo le folle, Gesù …….salì sulla montagna
e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la
parola, li ammaestrava dicendo:
“Beati i poveri in spirito, perché di essi è
il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della
giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno
misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno
chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della
giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi
perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa
mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Così infatti hanno perseguitato i profeti
prima di voi.
Commento al Vangelo:
Le
beatitudini rivelano come è fatto il cuore di Dio!
Gesù,
elencandole, ci ammaestra esprimendo
la sua stessa fede:
Lui è il
povero, l’afflitto, il mite, l’assetato di giustizia, il
misericordioso,
il puro, l’operatore di pace, il perseguitato per eccellenza. Noi, innestati in
Cristo attraverso il Battesimo, partecipiamo della sua stessa vita e, come Lui,
risuscitiamo giorno dopo giorno se seguiamo,
da soli e in coppia, questo programma di conversione fatto di scelte concrete
di stile di vita. Le Beatitudini sono la rivelazione di ciò a cui l’uomo deve
tendere, per essere “sale della terra” e “luce del mondo”, seguendo un cammino
permanente di purificazione, che è salvezza e felicità qui, ora, e che apre ad
una grande “ricompensa nei cieli” (cfr. Mt 5, 13).
Nel
Matrimonio le Beatitudini si esprimono in atteggiamenti concreti che si
esprimono nella relazione sponsale: il riconoscersi bisognosi, l’essere pazienti,
misericordiosi, in pace, giusti sono i presupposti per costruire la felicità.
Lo stesso Adamo, pur possedendo tutto il mondo creato, al quale aveva dato il
nome, fu felice soltanto quando poté spingere i suoi occhi in quelli di Eva.
Nella meraviglia esclamò: «Questa sì, è
carne della mia carne, osso delle mie ossa!» (Gn 2, 23).
In un
mondo così contraddittorio come è l’attuale vivere le Beatitudini in coppia
diventa una condizione di benessere
interiore, di fiducia in qualcosa che sentiamo dare senso alla nostra vita
personale e di relazione con gli altri, una spiritualità che ci deriva
dall’avere ascoltato e creduto, insieme, alle parole di Gesù.
Domande per la riflessione:
Ø
Vivere il battesimo significa essere di Cristo, come Lui re, sacerdoti e profeti. Gesù diceva “Io
sono in mezzo a voi come colui che serve”, quali sono gli atteggiamenti in cui
possiamo riconoscere il servizio reciproco come espressione fondante del nostro
essere sposi cristiani?
Ø
Sposi sacerdoti e profeti: dal “noi” del matrimonio alla
testimonianza di un amore più grande: l’Amore di Dio per l’uomo. Quale
testimonianza è possibile rendere per annunciare la bellezza del programma
delle Beatitudini vissuto in coppia qui ed ora?
Mandato per la vita:
Ø
Felici perché liberi, la conversione basata sulla Parola è la
via della libertà? Come aiutarci in coppia?
Ø
Come Adamo ognuno di noi si realizza nell’altro.
Ripercorrendo la nostra vita, raccontiamoci i momenti in cui siamo riusciti a
vedere attraverso lo sguardo del coniuge, lo sguardo di Dio.
Gesto da fare durante
l’incontro:
Il Vangelo
ci ammaestra secondo il cuore di Gesù che è venuto tra di noi per servire: si
metta al centro del tavolo un asciugamano, una salvietta o un grembiule, segni
di disponibilità al servizio, una brocca d’acqua segno di purificazione.
Preghiera finale
O Cristo,
tu sei con noi, carne della nostra carne.
Insegnaci
a credere, ad amare,
a soffrire
come tu, uomo, hai creduto, hai amato, sofferto.
Cristo,
anche tu fosti uomo: ama, perciò, i nostri limiti. Amaci tutti.
Non solo i
puri e gli attivi, ma anche i rassegnati, gli incostanti, i deboli.
Cristo, tu
sei con noi e ci vieni costantemente incontro,
nel nostro
prossimo: aprici gli occhi, perché sappiamo riconoscerti presente
soprattutto
nel nostro sposo/a e condividere in noi il Tuo Amore.
Amen.
Impegnamoci
ad una semplice, ma costante,
preghiera quotidiana in coppia, per chiedere insieme di tradurre nella vita.
Scheda 2
CREDIAMO COME FIGLI DELLA CHIESA
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Famiglia di famiglie
Introduzione:
L’efficacia salvifica del mistero pasquale di Cristo ci giunge attraverso la Chiesa, che ebbe origine dagli
avvenimenti della Pasqua e si manifestò pubblicamente nella Pentecoste di
fronte a una moltitudine, che rappresentava tutti i popoli della terra. Il
battesimo e la confermazione sono intimamente uniti e correlati tra loro come
lo furono gli eventi della Pasqua e della Pentecoste. È lo stesso flusso della
grazia sacramentale di cui beneficiano gli sposi all’atto del matrimonio.
Infatti “…la famiglia cristiana è inserita a tal punto nel mistero della Chiesa
da diventare partecipe, a suo modo, della missione di salvezza propria di
questa: i coniugi e i genitori cristiani, in virtù del sacramento, «hanno nel
loro stato di vita e nella loro funzione, il proprio dono in mezzo al Popolo di
Dio»
(Lumen Gentium, 11). Perciò non
solo «ricevono» l’amore di Cristo diventando comunità «salvata», ma sono anche
chiamati a «trasmettere» ai fratelli il medesimo amore di Cristo, diventando
così comunità «salvante». In tal modo, mentre è frutto e segno della fecondità
soprannaturale della Chiesa, la famiglia cristiana è resa simbolo,
testimonianza, partecipazione della maternità della Chiesa” (Giovanni
Paolo II, Familiaris consortio, n.
49).
“La
famiglia cristiana è chiamata a prendere parte viva e responsabile alla
missione della Chiesa in modo proprio e originale, ponendo cioè al servizio
della Chiesa e della società se stessa nel suo essere ed agire, in quanto
intima comunità di vita e di amore” (id. 50).
Preghiera di invocazione allo Spirito
Vieni
Spirito di amore,
riempi i
nostri cuori e illumina le nostre menti,
abita le
nostre case e rafforza la comunione tra noi.
Ci hai
voluto sposi e famiglia:
parlaci
della pace,
insegnati
la pazienza del perdono,
aiutaci a
godere della vita,
nella
piena disponibilità alla volontà del Padre.
Con Te,
Cristo ci è vicino,
intima
sorgente di dono gratuito,
di
passione per la debolezza,
di cura
totale e perenne.
Come
compagni di viaggio,
aumenta la
nostra fede,
vivifica
la speranza,
riscalda
la carità.
Spirito
Santo, vieni.
Amen.
Vangelo: Mt 5, 13-16
Voi siete il sale della terra; ma se il sale
perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve
che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non
può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una
lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce
a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli
uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre
che è nei cieli.
Commento al vangelo:
Il brano evangelico è inserito in
un contesto che vede Gesù guarire un lebbroso e un paralitico, dopo aver
“chiamato” i primi discepoli. Da ricordare che Gesù guarisce i paralitico e gli
perdona i peccati, sollevando la protesta dei farisei.
Per mezzo
di Gesù, la forza divina si manifesta consentendogli di guarire con una parola
e con un tocco. Le sue opere attraggono a lui grandi folle e i suoi prodigi
generano timore e stupore.
coloro che
sono ritualmente segregati dal popolo d’Israele e perciò tagliati fuori dalla
piena partecipazione alla sua vita. Toccando il lebbroso, Gesù lo reintegra
nella comunità umana; il paralitico è restituito alla sua famiglia. Tale è il
capovolgimento dei valori umani annunciato dal Messia. Tali sono i segni
sacramentali della salvezza che Gesù profonde a piene mani per le strade della
Palestina e per le strade del mondo, ieri oggi sempre.
Domande per la riflessione:
1.
In che misura percepiamo il legame che unisce la nostra
famiglia a tutte le famiglie della Chiesa?
2.
Siamo coscienti del rapporto molto stretto che esiste tra la
grazia sacramentale della confermazione e quella del matrimonio nella medesima
vocazione missionaria del cristiano e della Chiesa?
3.
In ordine alla vocazione missionaria, coltiviamo l’impegno
dell’educazione alla vita e alla fede dei nostri figli come un cammino da
condividere con le altre famiglie?
4.
La grazie salvifica che Gesù ha distribuito a piene mani
durante la sua esperienza terrena è oggi affidata alle nostre mani. Siamo
altrettanto generosi nel condividerla con i fratelli?
Gesto da fare durante l’incontro:
Scambio tra i partecipanti della
Bibbia come segno del dono reciproco della Parola e condivisione del pane come
segno di vita.
Preghiera finale:
O
Dio Padre che con il Figlio e lo Spirito,
ci hai
donato la grazia di essere tuoi testimoni,
fa che le
nostre famiglie coltivino la vocazione missionaria
nell’annuncio
e nella pratica del tuo Regno.
Per
il nostro Signore….
Per fare
della Chiesa una famiglia di famiglie, dobbiamo costruire nel quotidiano
rapporti di amicizia e solidarietà con le famiglie della nostra comunità,
incominciando da quelle che ci sono fisicamente vicine.
Scheda 3
CHIESA DOMESTICA
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I riti di casa
Introduzione: “Il
piccolo principe ritornò l’indomani. «Sarebbe stato meglio ritornare alla
stessa ora», disse la volpe. «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle
quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora
aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e
ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa
quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti».
«Che cos’è un rito?» disse il piccolo principe. «Anche questa, è una cosa
dimenticata», disse la volpe. «È quello che fa un giorno diverso dagli altri,
un’ora dalle altre ore».
da: “Il Piccolo Principe”
Preghiera di invocazione allo Spirito
Vieni
Spirito di amore,
riempi i
nostri cuori e illumina le nostre menti,
abita le
nostre case e rafforza la comunione tra noi.
Ci hai
voluto sposi e famiglia:
parlaci
della pace,
insegnati
la pazienza del perdono,
aiutaci a
godere della vita,
nella
piena disponibilità alla volontà del Padre.
Con Te,
Cristo ci è vicino,
intima
sorgente di dono gratuito,
di
passione per la debolezza,
di cura
totale e perenne.
Come
compagni di viaggio,
aumenta la
nostra fede,
vivifica
la speranza,
riscalda
la carità.
Spirito
Santo, vieni.
Amen.
Vangelo: Lc 1, 39-58
In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la
montagna e
raggiunse in fretta una città di
Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena
Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo.
Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra
le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio
Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei
orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha
creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.
Allora Maria disse:
“L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà
della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi
cose ha fatto in me l’Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in
generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato
la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni
gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo
servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri
padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre”.
Maria rimase con lei circa tre
mesi, poi tornò a casa sua.
Per Elisabetta intanto si compì il
tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che
il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con
lei.
Commento al vangelo:
Nel loro incontro Maria ed Elisabetta si capiscono prima ancora di parlare.
Forse perché l’amore conosce, è esso stesso conoscenza.
Gli uomini ti permettono di varcare la soglia del loro segreto solo se li
guardi con occhi liberi dal desiderio di competizione o di seduzione, solo se
ti sei ripulito dalla polvere dell’orgoglio e offri la tua matura tenerezza.
Dio ci viene incontro
innanzitutto nella nostra casa segreta, dove siamo davvero noi stessi, senza
maschera alcuna. Ma
subito dopo ci attende nelle relazioni positive e forti, ci incontra nel
nostro tessuto di affetti, è presente nei dialoghi, negli incontri, nella
reciprocità attenta, lo senti nella tenerezza immeritata che illumina la casa,
nei gesti di chi ti vuol bene, è attento a te e ti ascolta.
Maria che si reca in fretta nella casa di Zaccaria, pur stordita da
ciò che le sta accadendo, ci chiama a
non smarrire la polifonia dell’esistenza, a non trascurare nessuna delle
relazioni dove affiora affetto, da ricevere e da donare, di chiama a vivere
bene tutti i legami che generano la bontà dell’esistere.
Il Magnificat non nasce nella solitudine ma in uno spazio di affetti. Dio
viene, e il suo venire è mediato da uomini, da incontri, da dialoghi. Forse non
c’è, quaggiù, esperienza d’infinito che non sia legata alle relazioni tra le
persone.
Ogni esistenza ribadisce che la cosa più importante sotto il sole sono i
legami.
Domande per la discussione:
1.
La nostra vita coniugale sa approfondirsi
ogni giorno? Coloro che ci avvicinano colgono in noi la novità del matrimonio
cristiano? Quale testimonianza offriamo con la parola e con la vita? Cosa si
attende la società odierna dalla famiglia cristiana?
2.
Quali difficoltà incontriamo a capire, a
“curare”, ad amare la nostra quotidianità di coppia?
3.
Quali gesti, sapori, suoni, manifestazioni
sono “un’abitudine” piacevole nel nostro rapporto?
Domande per la riflessione:
1.
Che cosa significa concretamente tra voi
gratuità e comunione, gusto della reciproca presenza e passione?
2.
Quali sono le memorie che vi fanno
riconoscere sposi in Cristo? E come pensate di ridirle agli altri?
Ognuno dei
due sposi bacia l’anello del coniuge, ripetendo la formula con cui lo impose la
prima volta.
…..(nome)
ricevi questo anello, segno del mio amore e della mia fedeltà.
Nel nome
del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
Preghiera finale
Padre,
donaci di
tornare tutti a guadagnarci il pane con le nostre mani, e tornare tutti a
gustare quanto sia buono il pane.
Padre,
dona a
tutte le case una donna forte e saggia,
che
insieme con l’uomo sia il principio
dell’armonia
libera e necessaria.
Padre,
dona figli
che siano segno di gioia e di pace intorno a ogni mensa;
e che
tutti possiamo veder fiorire una Chiesa più credibile,
una città
più umana.
Mandato per la vita:
Il “Magnificat” e il “Benedictus” son due composizioni
poetiche che dal Vangelo passeranno alla Chiesa, che ogni giorno le ripete.
Impegniamoci
una volta alla settimana a recitare le lodi, il padre benedice, e alla sere il
vespro, Maria entra nella casa perché ogni famiglia prenda coscienza della
“GRANDI COSE” che Dio compie ancora e affida ad ogni padre e ad ogni madre per
i loro figli. La famiglia è una piccola chiesa e Maria, la Madre del Signore, vi entra per cantare
con noi.
Scheda 4
VITA EUCARISTICA
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Eucarestia e Matrimonio
Introduzione: Eucarestia a matrimonio suonano la
stessa musica, nel senso che non solo possiamo ritrovare lo stesso Cristo che
si dona, ma anche nella modalità e nell’efficacia di questo sacrificio si
scoprono molteplici vicinanze tra i due sacramenti. Basterebbe gustare una
preghiera di consacrazione, leggendola in parallelo con la celebrazione e la
vita matrimoniale, per comprende queste profonde aderenze di forma e di
significato. Così, sacrificio, comunione, dono, alimento, diventano sì realtà
presenti nell’eucarestia, ma anche donate e vissute tra i coniugi cristiani.
Preghiera di invocazione allo Spirito
Vieni
Spirito di amore,
riempi i
nostri cuori e illumina le nostre menti,
abita le
nostre case e rafforza la comunione tra noi.
Ci hai
voluto sposi e famiglia:
parlaci
della pace,
insegnati
la pazienza del perdono,
aiutaci a
godere della vita,
nella
piena disponibilità alla volontà del Padre.
Con Te,
Cristo ci è vicino,
intima
sorgente di dono gratuito,
di
passione per la debolezza,
di cura
totale e perenne.
Come
compagni di viaggio,
aumenta la
nostra fede,
vivifica
la speranza,
riscalda
la carità.
Spirito
Santo, vieni.
Amen.
Vangelo: (Lc 24, 13-35)
Ed ecco in quello stesso giorno due di loro
erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme,
di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre
discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con
loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: “Che
sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino? ”. Si
fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: “Tu solo
sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi
giorni? ”. Domandò: “Che cosa? ”. Gli risposero: “Tutto ciò che riguarda Gesù
Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto
il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo
condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a
liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose
sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al
mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di
aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo.
Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le
donne, ma lui non l’hanno visto”.
Ed egli disse loro: “Sciocchi e
tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo
sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?”. E cominciando da
Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva
a lui. Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se
dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si fa
sera e il giorno già volge al declino”. Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e
lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì
dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il
cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava
le Scritture? ”.
Commento
al vangelo:
La vita da
sposi è un grande viaggio, che non si misura per la sua durata, ma per
l’intensità di amore e di comunione. La meta è certa, anche se il cammino può
riservare numerosi inconvenienti, di gioia e di dolore. Mai, però, mancherà la
delicata e speranzosa compagnia del
“Divino Viandante”!
Nonostante
la tragicità del momento e la triste deriva, i due discepoli di Emmaus non
rinunciano al dialogo, al ricordo puntuale e realistico di quanto successo,
alla ricerca delle cause…
Tutto
importante e a tratti necessario, ma non basta. C’è bisogno di una vista più
lunga e di una ricerca più attenta nella consapevolezza di sé e di quanto è
successo. Non è solo il problema del Maestro messo a morte; per loro è problema
di identità, di come andare avanti: di senso di una vita spesa in una direzione
e ora all’apparenza troncata, sciupata!
Ritrovare
Cristo, la passione di lui, significa per due sposi svegliarsi dal torpore di
lente derive e amarezze non sanate, per ridirsi amore, per leggere con gli
occhi della speranza la loro storia e riprendere il cammino con nuova
gioia, ma verso l’unica e medesima meta.
Dal
dialogo alla comunione: ecco i due piedi che mai si devono stancare di
camminare tra sposi. A volte avranno bisogno di essere puliti, fasciati,
coccolati; anche questo è servizio coniugale: lavarsi i piedi gli uni, gli
altri.
Riconoscersi
e riconoscerLo nell’eucarestia significa, allora, compiere nel matrimonio il
“fate questo in memoria di me”; ma in modo sponsale, originale, nel dono
completo e fedele, unico e generante che fonda le chiesa domestica. Un unico
altare, come uno è l’amore di Cristo per la sua Chiesa e uno è il matrimonio.
Gesto da fare durante l’incontro:
Gli sposi
si prendono le mani e le tengono unite tutte assieme, ricordando ciascuno una
cosa belle che si donano.
Poi,
ricordano ciascuno una realtà verso la quale si fa fatica a donare nel
matrimonio, si schiacciano leggermente un piede.
Preghiera finale:
Come pane
spezzato, come vino versato:
eccoci, Signore, siamo tuoi, siamo uniti in
te.
Aiutaci a
ricevere forma di vita e alimento gustoso per il cammino coniugale, dalla tua
presenza nell’eucarestia.
Confortaci
con la tua forza di pace e unità.
Rendici
disponibili a mettere a disposizione le nostre pochezze, perché con Te possano
diventare meraviglie di comunione e di fecondità. La fragranza del pane e la
gioia del vino siano sempre lo stile della nostra vita di sposi.
Amen.
Scheda 5
VITA DI MISERICORDIA
Cura e perdono
Introduzione: Non
c’è perdono senza amore, non c’è amore senza perdono.
Attraverso
questa scheda vogliamo confrontarci sulla radice del per-dono. Ciascuno di noi
è chiamato da Dio come creatura, a realizzarsi pienamente attraverso il dono di
sé. Rispondere a questa chiamata è impegnativo perché significa misurarsi
costantemente col proprio egocentrismo e con la tentazione di dominare l’altro,
di ritenersi la misura di ogni cosa nel rapporto coniugale.
Quando
cediamo a questa tentazione non abbiamo cura della nostra relazione di coppia e
consumiamo quei piccoli tradimenti quotidiani che ci tolgono la serenità e il
nostro essere in sintonia con l’altro.
Preghiera di invocazione allo Spirito
Spirito Santo,
amore del Padre e
del Figlio,
ispiraci sempre
ciò che dobbiamo
pensare insieme,
ciò che dobbiamo
dire e come dobbiamo dirlo,
ciò che dobbiamo
tacere,
ciò che dobbiamo
scrivere,
come dobbiamo agire
e ciò che dobbiamo
fare
per procurare la
gloria di Dio,
il bene dei nostri figli
e la nostra
personale santificazione
nel matrimonio.
Amen.
Vangelo: (Lc
7, 36-50)
Uno dei farisei lo invitò a mangiare da
lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna,
una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo,
venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò
piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava
con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
A quella vista il fariseo che l’aveva
invitato pensò tra sé. “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie
di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice”. Gesù allora gli disse:
“Simone, ho una cosa da dirti”. Ed egli: “Maestro, dì pure”. “Un creditore
aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non
avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro
lo amerà di più? ”. Simone rispose: “Suppongo quello a cui ha condonato di
più”. Gli disse Gesù: “Hai giudicato bene”. E volgendosi verso la donna, disse
a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato
l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha
asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando
sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo
di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti
dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece
quello a cui si perdona poco, ama poco”.
Poi disse a lei: “Ti sono perdonati i tuoi
peccati”. Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: “Chi è quest’uomo che
perdona anche i peccati?”. Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha
salvata; và in pace!”.
Commento
al vangelo:
Questo
brano del vangelo di Luca ha molto da dire alla nostra esperienza coniugale e
famigliare. Riconosciamo in esso dei vissuti quotidiani come il desiderio di
essere accolti, capiti e perdonati, oppure la speranza che “invitando” Gesù ad
essere presente nella nostra casa il nostro amore duri per sempre, ma
anche il giudizio sull’altro espresso non a parole ma detto
con gesti concreti di chiusura, di ostilità; ancora, la convinzione che le cose
cambieranno se prima cambia il coniuge perché lui ha sbagliato, e questa
certezza ci paralizza impedendoci di fare il
primo passo verso
la riconciliazione. Da ultimo però in questo brano è descritta anche la
tenerezza di cui siamo capaci quando accogliamo l’altro col suo limite, quando
sentiamo che qualcosa deve cambiare tra noi e che la fatica che stiamo vivendo
può aprirci alla speranza di un amore ancora più profondo.
Al
centro del racconto c’è Gesù che “penetra da lontano i nostri pensieri” (Sal
139),
che ci conosce nel profondo, ci ama e ci perdona gratuitamente e senza
condizioni. Ed è sempre Gesù che dice a noi in quanto coppia, che dal perdono
nasce l’amore riconoscente, infatti “quello
a cui si perdona poco, ama poco”.
Il
per-dono trasforma l’esperienza della divisione in una occasione di comunione,
col per-dono vinciamo il male con il bene. Gesù l’ha già reso possibile per
noi. Sapremo coltivare lo stile del perdono vicendevole, nella misura in cui
personalmente ci riconosceremo bisognosi di essere salvati, di essere rinnovati
nel cuore, perché sia sempre meno di pietra e sempre più capace di amare.
Il
dono dello Spirito nel sacramento della Riconciliazione purifica e rigenera il
nostro cuore, purifica i nostri desideri e li orienta a cercare una comunione
profonda con il coniuge. Così possiamo amare e perdonare perchè ci riconosciamo
davanti a Dio peccatori continuamente amati e perdonati da Lui.
Allora
non ci sarà spazio per il giudizio senza possibilità di appello, non ci sarà
spazio per l’orgoglio e la prevaricazione dell’uno sull’altra. Rimarrà solo
l’attesa paziente dei tempi dell’altro.
La
storia d’amore degli sposi in Cristo non può essere diversa dalla storia dello
Sposo-Gesù che ha amato noi, l’umanità-sua sposa, fino alla fine. Il mondo per
poter credere che Dio è Amore, ha bisogno di coppie che si amano così. Anche a
noi Gesù dice “la tua fede ha salvato il tuo rapporto di coppia”, ogni volta
che ci siamo consegnati a Lui per diventare canali dell’amore del Padre, del
Figlio e dello Spirito.
domande per la riflessione:
1. Poniamo dei limiti
al perdono dell’altro? Se si, quali?
2. C’è qualcosa che ci
ostacola nell’accettare il perdono del coniuge?
3. Crediamo che il
sacramento della Riconciliazione abbia a che vedere col nostro amore di coppia,
o pensiamo che ci riguardi solo persionalmente?
Gesto da fare durante l’incontro:
Ogni coppia si
ritrova in disparte dialogando, per almeno 15 minuti a partire da questa
affermazione:
“Mi
sento accolto da te ogni volta che….”
Preghiera finale:
Padre
ci uniamo alla preghiera di Gesù e con fede ti diciamo: fa che siamo uno perché
il mondo creda al tuo amore.
Padre
nostro…..
Mandato per la vita:
Non
addormentarsi la sera senza essersi prima riconciliati.







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