Catechesi

  • Lettera ai gruppi in occasione dell'Avvento anno 2013
  • Il segno della croce
  • Il Padre nostro
  • La penitenziale
  • Rinnovo delle promesse matrimoniali 
  • Catalina Rivas e la Santa Messa 
  • L 'Amore
  • Il perdono guarisce
  • Lettera di Dio ad uno sposo  

A tutti i componenti del Gruppo Famiglie

Al Presidente di Azione Cattolica
Al Responsabile del Cammino Neo Catecumenale
Gruppo di preghiera Padre Pio
Al Responsabile Gruppo Anziani
Al Responsabile del Rinnovamento nello Spirito

Domenica 8 dicembre 2013, Immacolata concezione della B.V. Maria

Avvento: è cammino di silenzio, ascolto e dialogo…vita nuova!
Ora prendi un po’ di tempo per te…, pensa a tua madre…, al grembo che ti ha accolto, custodito, nutrito… e generato.
C’è una memoria segreta… imperscrutabile, irraggiungibile... nessuno può recuperarla; quasi che il taglio del cordone abbia resettato ogni ricordo; eppure ci ha lasciato un dono, un linguaggio.
Mentre la scienza ci spiega i principi del nutrimento e dello sviluppo, noi immaginiamo un tepore e un silenzio, una solitudine avvolta di pienezza, accompagnata dalla presenza continua, ininterrotta, del suono del battito del cuore …amplificato, come quando ci immergiamo con la testa in acqua e i suoni che ci contengono diventano un tutt’uno con noi, ci avvolgono e ci permeano, ci arrivano dentro, senza passare per le orecchie.
Questo ci prepara e ci introduce nel mondo: un silenzio abitato da un suono, quello dei battiti del cuore; codice d’amore capace di “raccontare” ogni istante e di instaurare un dialogo, intimo, riservato, senza disturbare, senza fare “chiasso”…siamo stati educati ad ascoltare il cuore!
E il cuore si ascolta nel silenzio, …l’amore si accoglie nel silenzio!
L’Avvento è tempo del silenzio che accoglie, “casa” abitata dal dialogo tra cuori che si cercano e si accolgono, custodiscono e nutrono… e generano vita nuova. Se il dialogo dei cuori si fermasse, non avremmo più vita nuova... è vero, moriremmo alla Vita.
Il nostro Dio, Via, Verità, Vita, ha scelto di abitare la nostra storia a partire da questa “casa”, il grembo di una giovane donna, dal quale ha voluto ascoltare il battito del cuore dell’umanità, coglierne i sussulti, impararne i toni… certo non ne aveva bisogno, ma questo è il Suo stile e il Suo modo di amare …si mette in ascolto del cuore per dialogare e camminare.
C’era già Gesù con Maria lungo il cammino verso Elisabetta …da sola non avrebbe potuto affrontare un viaggio di quel tipo: è il primo modello di evangelizzazione!
È così l’Avvento di Maria: “casa”, silenzio, dialogo, cammino, incontro… poi lo stupore della nascita, del Dio fatto uomo, povero di tutto, capace solo del linguaggio del cuore, quello ascoltato e imparato nel grembo della Madre, alla quale è stato concesso lo strano privilegio di “insegnare a Dio” il linguaggio degli uomini… Lui si presenta senza parole, vuole abitare la nostra “casa”, ascoltare il battito dei cuori, il mio, il tuo …dialogare così, e fare la strada insieme, manifestarsi attraverso noi. Lo farà sempre, per tutto il tempo, dopo aver imparato a pronunciare le prime parole insegnate da Maria …madre della tenerezza… con le quali continua a parlarci e a chiederci di parlare al mondo, a cercare il battito dei cuori, ascoltare, dialogare, camminare …evangelizzare!
Siccome il glorioso Santo aveva la sua dimora nell’intimo del cuore, dove preparava una degna abitazione a Dio, il mondo esteriore con il suo strepito non poteva mai distrarlo né alcuna voce interrompere la grande opera a cui era intento. (Fonti Francescane 396)
Ora prendi un po’ di tempo …è Avvento… fatti “casa”, nel silenzio, accogli, dialoga col cuore e muovi i tuoi passi …sarà Natale!
Solo dal silenzio che accoglie, dall’ascolto e dal dialogo del cuore, nella logica del cammino, potremo generare “vita nuova”!

Un itinerario, che affido ad ognuno di Voi, potrebbe essere il titolo della Lectio che ho tenuto lo scorso anno (11.12.2012)  Date loro voi stessi da mangiare”. (Lc 9, 10-17)
Il titolo esprime una direzione chiara, un’attesa e un bisogno, una chiamata a uscire dalla dimensione autoreferenziale per aprirci definitivamente all’evangelizzazione, partecipando alla missione della Chiesa con fedeltà al nostro carisma di sposi e di genitori, rinnovato fervore e fecondità.
Si tratta di un obiettivo essenziale che attende però un progetto di vita altrettanto chiaro, da individuare nei prossimi mesi, tempo privilegiato nel quale vivere il nostro Sinodo (cammino insieme).
Ciò richiede uno spazio, un grembo capace di accogliere, custodire nel silenzio e generare. Quando cresciamo nell’intimità con Gesù, gli permettiamo di parlare al nostro cuore, ed è lì che possiamo ascoltarlo e da lì costruire la nostra storia, con Lui, anticipare il futuro …aprirci alla profezia.
Egli sempre può, con la sua novità, rinnovare la nostra vita e la nostra comunità, e anche se attraversa epoche oscure e debolezze ecclesiali, la proposta cristiana non invecchia mai. Gesù Cristo può anche rompere gli schemi noiosi nei quali pretendiamo di imprigionarlo e ci sorprende con la sua costante creatività divina. Ogni volta che cerchiamo di tornare alla fonte e recuperare la freschezza originale del Vangelo spuntano nuove strade, metodi creativi, altre forme di espressioni, segni più eloquenti, parole cariche di rinnovato significato per il mondo attuale” (Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco del 26.11.2013)
La storia siamo noi …con Lui… nessuno si senta escluso”: il cammino che dobbiamo percorrere richiede il coinvolgimento e la corresponsabilità di tutti. Ognuno di noi è chiamato al medesimo percorso di discernimento, recuperando la freschezza originaria della nostra vocazione fondata sul Vangelo: c’è bisogno di cuori in ascolto e in dialogo, altro non conta, inquina il silenzio e “spegne” la novità Vita.
Chiedo quindi a tutti Voi di valorizzare questo tempo favorendo occasioni di incontro per discernere, per accogliere spunti, sollecitazioni …individuare i tratti di strada a cui affidare i nostri passi futuri, segni profetici per il mondo …novità!

Mediante questo mio scritto, invito  – a nome del Gruppo Famiglie –  tutte le famiglie della Parrocchia a vivere insieme un momento di spiritualità e di fraterna agape quale ‘cammino itinerante’ che si terrà nei prossimi 9-11 aprile 2014 in Assisi.
Comprendiamo bene le difficoltà, anche economiche, che comporta una partecipazione così larga, ma riteniamo che in un tempo tanto importante ci sia chiesto di investire ogni tipo di risorsa per giungere al miglior risultato possibile. La presenza allargata a tutti ci permetterà infatti di ampliare i contributi e arricchire la condivisione che ci vedrà impegnati a valutare i percorsi futuri per ogni singolo aspetto di impegno comunitario e fraterno.
Proprio per questo, ci aspettiamo la presenza di tutti e vi invitiamo a segnalarci ogni difficoltà, anche economica (che potrete far presente al nostro tesoriere Ciro Marciano), per la quale cercheremo di trovare soluzioni nello spirito della comunione fraterna.

Ascoltare, ascoltare ovunque, ascoltare la vera essenza delle cose.
È già un grande guadagno solo capire che si è parte di un grande disegno di crescita, essere semplicemente davvero consapevoli di tale processo. Credo che per troppe persone la vita consista invece di momenti piuttosto sconnessi, accidentali. (Etty Hillesum – scrittrice olandese di origine ebraica, vittima della Shoah)
È il tempo del dialogo dei cuori, della ricerca dell’essenza delle cose, oltre le apparenze e le immagini esteriori… occorre ri-creare il silenzio del grembo materno, lì dove abbiamo imparato il linguaggio del cuore, per fermarsi ad ascoltare i battiti …lì, a partire dall’incontro col Dio fatto uomo, accogliamo l’incontro vero con i fratelli, il loro dono… ognuno di noi ne ha uno da offrire… oltre le apparenze e le immagini esteriori…per partire ancora ...a piedi nudi.

Buon cammino d’Avvento a tutti!
don Ciro diacono


Il segno della croce 


Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo
Quante volte ci siamo ritrovati a fare frettolosamente questo gesto entrando in chiesa , magari
anche davanti al tabernacolo , senza comprendere l'importanza e la forza di tale gesto.
Sto facendo una cosa nel
NOME DEL PADRE DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO e non me ne rendo conto.
Pensare che
Gesù scacciava i demoni nel nome del PADRE e che poco più tardi i discepoli
facevano lo stesso nel nome di
Gesù , il FIGLIO , dopo aver ricevuto lo SPIRITO SANTO .
E io ? Con quale faciltà faccio un tale gesto .
E' un gesto così semplice ma che ha una forza , se ci credo , immensa in quanto è fatta nel segno del Padre
si ...nel
NOME DEL PADRE DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO .
Io , anche se sono un povero uomo insignificante , sono comunque uno stumento nelle mani del Signore
anche in questi piccoli gesti .

Madre Teresa di Calcutta diceva :
 " Sono solo una matita nelle mani del Signore " .




Il Padre Nostro


Il Padre Nostro, sintesi di tutto il Vangelo , è la "preghiera del Signore" per eccellenza, perché insegnataci da Cristo stesso (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2765) in risposta alla richiesta dei suoi discepoli: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1).

Esempio di perfetta armonia, nel Padre Nostro non solo vengono domandate tutte le cose che possiamo rettamente desiderare, ma anche nell'ordine in cui devono essere desiderate: cosicché questa preghiera non solo insegna a chiedere, ma plasma anche tutti i nostri affetti (San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, II-II, q. 83, a. 9).

Un primo approccio al Padre Nostro ci porta a considerare il susseguirsi di tre impegni e tre richieste, con i quali l'uomo si impegna prima ad essere come secondo la volontà di Dio e poi chiede quel che occorre per le sue necessità materiali e spirituali:

    L'impegno alla testimonianza: sia santificato il tuo nome
    L'impegno alla fedeltà: venga il tuo regno
    L'impegno all'amore: sia fatta la tua volontà
    La richiesta del sostegno di Dio: dacci oggi il nostro pane quotidiano
    La richiesta del perdono dei peccati: rimetti a noi i nostri debiti
    La richiesta della Salvezza: non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male
Il Padre Nostro è una preghiera tanto mirabile quanto forse data per scontata, recitata forse ogni giorno, ma spesso frettolosamente. Per questo un secondo approccio non può che condurci in un viaggio che ci avvicina al Padre Nostro parola per parola.

Padre

Sin dalla sua prima parola, Cristo mi introduce in una nuova dimensione del rapporto con Dio. Egli non è più solo il mio "Dominatore", il mio "Signore" o il mio "Padrone" nostro. È mio Padre. E io non sono solo servo, ma figlio. Mi rivolgo dunque a Te, Padre, con il rispetto dovuto a Colui che è anche quelle cose, ma con la libertà, la fiducia e l'intimità di figlio, consapevole di essere amato, fiducioso anche nella disperazione e nel mezzo della schiavitù del mondo e del peccato. Lui, il Padre che mi chiama, in attesa del mio ritorno, io il figliol prodigo che tornerà a Lui pentito.

nostro

Perché non solo Padre mio o dei "miei" (la mia famiglia, i miei amici, il mio ceto sociale, il mio popolo,...), ma Padre di tutti: del ricco e del povero, del santo e del peccatore, del colto e dell'illetterato, che tutti chiami instancabilmente a Te, al pentimento, al Tuo amore. "Nostro", certamente, ma non confusamente di tutti: Dio ama tutti ed ognuno singolarmente; Egli è tutto per me quando sono nella prova e nel bisogno, è tutto mio quando mi chiama Sé con il pentimento, la vocazione, la consolazione. L'aggettivo non esprime un possesso, ma una relazione con Dio totalmente nuova; forma alla generosità, secondo gli insegnamenti di Cristo; indica Dio come comune a più persone: non c'è che un solo Dio ed è riconosciuto Padre da coloro che, mediante la fede nel Suo Figlio unigenito, da Lui sono rinati mediante l'acqua e lo Spirito Santo. È la Chiesa questa nuova comunione di Dio e degli uomini (CCC, 2786, 2790).

che sei nei Cieli

Straordinariamente altro rispetto a me, eppure non lontano, anzi ovunque nell'immensità dell'universo e nel piccolo del mio quotidiano, Tua mirabile creazione. Questa espressione biblica non significa un luogo, come potrebbe essere lo spazio, bensì un modo di essere; non la lontananza di Dio, ma la sua maestà e pur se Egli è al di là di tutto è anche vicinissimo al cuore umile e contrito (CCC, 2794).

sia santificato il tuo nome

Sia cioè rispettato ed amato, da me e dal mondo intero, anche attraverso di me, nel mio impegno a dare il buon esempio, a condurre il Tuo Nome anche presso chi ancora non lo conosce veramente. Chiedendo sia santificato il tuo nome entriamo nel disegno di Dio: la santificazione del Suo nome, rivelato a Mosè e poi in Gesù, da parte nostra e in noi, come anche in ogni popolo e in ogni uomo (CCC, 2858).
Quando diciamo: "Sia santificato il tuo nome", eccitiamo noi stessi a desiderare che il nome di lui, ch'è sempre santo, sia considerato santo anche presso gli uomini, cioè non sia disprezzato, cosa questa che non giova a Dio ma agli uomini (Sant'Agostino, Lettera a Proba).

venga il tuo regno

Si compia nei nostri cuori e nel mondo la Tua Creazione, la Beata Speranza, e torni il nostro Salvatore Gesù Cristo! Con la seconda domanda la Chiesa guarda principalmente al ritorno di Cristo e alla venuta finale del regno di Dio, ma prega anche per la crescita del regno di Dio nell'«oggi» delle nostre vite (CCC, 2859).
Quando diciamo: "Venga il tuo regno", il quale, volere o no, verrà senz'altro, noi eccitiamo il nostro desiderio verso quel regno, affinché venga per noi e meritiamo di regnare in esso (S. Agostino, ibid.).

sia fatta la tua volontà

Che è volontà di Salvezza, anche nella nostra incomprensione delle Tue vie. Aiutaci ad accettare la Tua volontà, riempici di fiducia in Te, donaci la speranza e la consolazione del Tuo amore e unisci la nostra volontà a quella del Figlio Tuo, perché si compia il Tuo disegno di salvezza nella vita del mondo. Noi siamo radicalmente incapaci di ciò, ma, uniti a Gesù e con la potenza del Suo Santo Spirito, possiamo consegnare a Lui la nostra volontà e decidere di scegliere ciò che sempre ha scelto il Figlio suo: fare ciò che piace al Padre (CCC, 2860).

come in cielo, così in terra

Perché il mondo, anche attraverso di noi, Tuoi indegni strumenti, sia plasmato ad imitazione del Paradiso, ove sempre viene fatta la Tua volontà, che è vera Pace, Amore infinito ed eterna Beatitudine nel Tuo volto (CCC, 2825-2826).
Quando diciamo: "Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra", noi gli domandiamo l'obbedienza, per adempiere la sua volontà, a quel modo che è adempiuta dai suoi angeli nel cielo. (S. Agostino, ibid.).

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Pane nostro e di tutti i fratelli, superando il nostro settarismo e i nostri egoismi. Dacci il vero necessario, nutrimento terreno per il nostro sostentamento, e liberaci dai desideri inutili. Sopra ogni cosa donaci il Pane di vita, Parola di Dio e Corpo di Cristo, Mensa eterna preparata per noi e per molti fin dall'inizio dei tempi (CCC, 2861).
Quando diciamo: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano", con la parola oggi intendiamo "nel tempo presente", in cui o chiediamo tutte le cose che ci bastano indicandole tutte col termine "pane" che fra esse è la cosa più importante, oppure chiediamo il sacramento dei fedeli che ci è necessario in questa vita per conseguire la felicità non già di questo mondo, bensì quella eterna. (S. Agostino, ibid.).

rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori

Imploro la Tua misericordia, conscio che essa però non può giungere al mio cuore, se non so perdonare anch'io ai miei nemici, sull'esempio e con l'aiuto di Cristo. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono (Mt 5,23) (CCC, 2862).
Quando diciamo: "Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori", richiamiamo alla nostra attenzione che dobbiamo chiedere e fare per meritare di ricevere questa grazia (S. Agostino, ibid.).
e non ci indurre in tentazione

Non abbandonarci in balìa della strada che conduce al peccato, lungo la quale, senza di Te, saremmo perduti. Tendi la mano e afferraci (cfr Mt 14,24-32), inviaci lo Spirito di discernimento e di fortezza e la grazia della vigilanza e della perseveranza finale (CCC, 2863).
Quando diciamo: "Non c'indurre in tentazione", ci eccitiamo a chiedere che, abbandonati dal suo aiuto, non veniamo ingannati e non acconsentiamo ad alcuna tentazione né vi cediamo accasciati dal dolore
 (S. Agostino, ibid.).

ma liberaci dal male    
  
Insieme a tutta la Chiesa Ti prego di manifestare la vittoria, già conseguita da Cristo, sul «principe di questo mondo» che si oppone personalmente a Te e al Tuo disegno di Salvezza, perché Tu possa liberarci da chi tutta la Tua Creazione e tutte le Tue creature ha in odio e tutti vorrebbe veder persi con sé, ingannando i nostri occhi con velenose delizie, fino a che per sempre il principe di questo mondo sarà gettato fuori (Gv 12,31) (CCC, 2864).
Quando diciamo: "Liberaci dal male", ci rammentiamo di riflettere che non siamo ancora in possesso del bene nel quale non soffriremo alcun male. Queste ultime parole della preghiera del Signore hanno un significato così largo che un cristiano, in qualsiasi tribolazione si trovi, nel pronunciarle emette gemiti, versa lacrime, di qui comincia, qui si sofferma, qui termina la sua preghiera (S. Agostino, ibid.).
Amen.                                                                             
E così sia, secondo la Tua volontà (CCC, 2865).


Chiedete e vi sarà dato

Poi disse loro: "Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: "Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli", e se quello dall'interno gli risponde: "Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani", vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!" (Lc 11,5-13).
 


Il Sacramento della riconciliazione
 
 Celebrazione penitenziale in preparazione del Natale 2013 *** scarica file pdf ***


Signore Gesù Cristo, ricco di misericordia e di perdono,
che hai voluto assumere la nostra natura umana
per sostenerci fra le prove della vita con l'esempio della tua umiltà e pazienza,
aiutaci a custodire i benefici della tua redenzione e fa' che mediante una sincera penitenza
risorgiamo dalle nostre cadute.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.  Amen.



Festa della Sacra famiglia 29 dicembre 2013
Rinnovo delle promesse matrimoniali
FESTA DELLE FAMIGLIE nella liturgia della Sacra Famiglia *** scarica il file dpf *** 


O famiglia di Nazareth,

immagine vivente

della Chiesa di Dio!

Entro le tue mura

si avvicendavano gli angeli

in devoto servizio.

Nel divino fanciullo

si congiungono gli animi

in perfetta letizia.

La tua serena quiete

ravvivi in ogni casa

il patto dell’amore

e regni in tutti i popoli,

da oriente ad occidente,
la concordia e la pace.
A te, Cristo, sia lode,
al Padre ed al Santo Spirito,
nei secoli dei secoli. Amen.
 
Catalina Rivas e la Santa Messa

Catalina Rivas, mistica stigmatizzata. Vive a Cochabamba, in Bolivia.
Nella prima metà degli anni 90 viene scelta da Gesù per trasmettere al
mondo i suoi messaggi.
I messaggi sono di una grande bellezza, profondità e validità teologica eppure
Catalina non aveva  terminato le scuole medie superiori e non aveva mai letto la Bibbia.
Tutti i messaggi dettati da Gesù sono stati raccolti in 8 libri e il 2 aprile 1998 hanno
ricevuto l’imprimatur dell’Arcivescovo di Cochabamba, Mons. René
Fernàndez Apaza.
Catalina dal 1994 porta su di sé le piaghe, le stigmate
del Signore che appaiono, di solito, il Venerdì Santo. Nell’ottobre del 1994,
mentre si trovava in pellegrinaggio a Conyers, negli Stati Uniti, Catalina
vide improvvisamente una forte luce attorno al crocifisso e sentì il bisogno di
offrire sé stessa e la sua vita al Signore. Vide 4 raggi di luce che uscivano dalle
mani , dai piedi e dal costato di Gesù crocifisso, i quali penetrarono nelle sue
mani, nei piedi e nel suo cuore come fulmini. Gesù le rivela che dopo l’ora
della tribolazione, dopo la purificazione”, l’umanità assisterà all’avvento
del “Regno della pace, dell’amore, della concordia sulla terra”.





L'AMORE


(da: "Il Profeta del Vento" di Stefano Biavaschi - Edizioni S. Paolo)



Nessuno è creato dalla Vita come sostegno per i vostri sogni, perché due occhi non sono fatti per guardare l’uno verso l’altro, ma entrambi verso la stessa direzione; diventando così ognuno luce per l’altro. Crescete comprendendo questo, e troverete, assieme a ciò che cercavate, anche ciò che non cercavate.

Ma dopo questo, non dubitate più. Se dubitate che sia Amore, infatti, già non è Amore. E non calcolate. Se calcolate i vostri passi, infatti, già non è Amore. Non appoggiatevi all’altro con tutto il vostro peso. Ma posatevi come un raggio di Sole su una foglia. E come una foglia accogliete l’altro raggio di Sole. Asciugate le vostre lacrime e senza timore concedete al vostro cuore questa luce e al vostro animo questo calore. Ma state attenti agli incanti! Perché i raggi di Sole non sono il Sole. Non riversate sull’altro tutta la vostra nostalgia di cielo: egli non è in grado di contenerlo, né mai voi potreste contenere il suo.
Non valutate l’altro per ciò che non potrebbe mai avere, o finirete per svalutare voi. E tutto questo non è Amore. Non precipitate l’uno dentro l’altro, ma tenendovi per mano camminate insieme.
Portate l’amato non al centro del vostro cuore, ma del suo, perché lì troverà anche il vostro, e insieme troverete il cuore al centro del cosmo.
Sarete sottoposti a molte prove, e spesso l’orgoglio vi chiederà di scegliere sé al posto dell’Amore. Ma non ritiratevi da queste battaglie, perché altre non ve ne sono di più utili per voi. Se vincerete, avrete vinto. Se perderete combattendo e affilando il cuore, avrete vinto. E quando il tempo vi avrà condotto fino a farvi decidere di fondere per sempre le vostre due vite, conoscerete quote più alte, ma anche la durezza di cadute mai pensate. E vedrete spesso andare in frantumi tutti i vostri sogni.
 Ma sarà allora che potrete dischiudere davvero le vostre ali.
 

La Preghiera
“La preghiera è
elevazione dell’anima a Dio”. Pregare è quindi un atteggiamento del cuore, in particolare
un atteggiamento di umiltà: una rinuncia al proprio orgoglio, per porre la propria fiducia in
Dio. Quanto a noi, “nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare”, diceva
San Paolo (Rm 8,26). L’umiltà è dunque il fondamento della preghiera, “la disposizione
necessaria per ricevere gratuitamente il dono della preghiera” (CCC 2559).

Il perdono guarisce
Uno dei maggiori ostacoli alla vera vita cristiana è la mancanza di perdono. 
Il perdono rende capaci di amare e di crescere, riconcilia con gli altri, cura lo spirito e il corpo.
Il perdono è sorgente di guarigione, guarisce infatti le ferite provocate dal risentimento, 
rinnova le persone, i matrimoni, le famiglie, le comunità, la vita sociale.
Il perdono è la chiave dei nostri rapporti con Dio, col prossimo e con noi stessi.
Il perdono è una necessità: non possiamo fare a meno di perdonare.
 Se non perdono non posso essere perdonato!
Il perdono è una decisione: non è un sentimento, ma un atto della nostra volontà.
 Decido di perdonare anche se non me la sento. È la scelta di amare gli altri così come sono.
Il perdono è uno stile di vita: è lo stile di vita del cristiano che accetta di perdonare sempre,
 chiunque e per ogni cosa.
Chi dobbiamo perdonare?
Come il comandamento ci dice di amare Dio, il prossimo e noi stessi, allo stesso modo
 dobbiamo esercitare il chiedere e il dare perdono in queste tre direzioni.
A) "Dio"
A volte si prova risentimento verso Dio per le malattie, la morte, le avversità e le disgrazie. 
Occorre umiliarsi e chiedere perdono a Dio per tutte queste cose che, accusando Dio, 
causano risentimento e ostacolano la nostra guarigione.
Sembra un caso raro, ma sono molte le persone che ritengono - consciamente o no - 
che Dio sia colpevole delle loro disgrazie.
B) Perdonare il prossimo
La Bibbia parla ampiamente di questo argomento. L'odio non è solo il maggior ostacolo 
per ricevere la guarigione, ma molte volte è addirittura causa di infermità. (Luca 6:37)
C) Perdonare se stessi
È impossibile perdonare gli altri, se prima non perdoniamo noi stessi.
Perdonare se stessi significa accettarsi in tutti gli aspetti spirituali, psicologici, fisici
 e sociali. Significa credere che Gesù perdona ogni aspetto, ogni errore, quando
 veniamo a Lui chiedendo perdono con umiltà. Gesù ha dato la Sua vita per noi, perciò
 il senso di colpa non ha più ragione di esistere.
Nella preghiera che segue vengono toccate molte zone significative della nostra vita 
passata e presente. Spesso questa preghiera può far affiorare altri ricordi della 
nostra vita che hanno bisogno di perdono.

Preghiera di perdono
Signore Gesù, donami il Tuo Santo Spirito, che è spirito di amore e di perdono, perché
 mi sostenga e mi guidi in questa preghiera di perdono e mi dia la forza di perdonare tutti, 
come Tu hai perdonato. 
Signore Gesù Cristo, oggi Ti chiedo di poter perdonare tutte le persone della mia vita.                                                              
 So che Tu me ne darai la capacità e la forza. Signore,
 io Ti chiedo perdono per tutte le volte che ho pensato che eri
 Tu la causa delle mie disgrazie (morte, malattia, divisioni familiari...)
 e la gente diceva che era la "volontà di Dio".  
                                       Io Ti chiedo perdono anche per tutte le difficoltà e i problemi 
economici, perché pensavo che Tu me li inviavi, ai miei familiari 
e ai miei parenti, per il mio male. Signore, è possibile 
che abbia conservato questi risentimenti verso di Te, però adesso
 io Ti chiedo perdono.  Signore, grazie alla Tua misericordia, io
 posso ricevere da Te il perdono per i miei sbagli, le mie cadute e le loro conseguenze.
 Grazie per il perdono per tutte le volte che mi sono chiuso verso di Te e verso gli altri.
 Grazie per il perdono per tutte le scelte sbagliate che ho fatto, per tutte le mie 
tristezze e angosce quando Ti ho messo da parte; grazie per il perdono per aver calunniato,
 giudicato, offeso, per non aver amato gli altri.                                                                                                                                                                                 Grazie perché Tu mi accetti come sono: la mia persona, la mia situazione personale
 e familiare, il mio corpo e la mia sessualità, i miei complessi di colpa e di inferiorità,
 i miei egoismi. Ho bisogno del tuo perdono, Signore, e voglio affidarmi al 
Tuo amore misericordioso e all'azione trasformatrice del Tuo Spirito.
Signore, io perdono di cuore mio marito / mia moglie...
Per ogni mancanza d'amore, d'attenzione, d'affetto, di considerazione, di rispetto, 
d'appoggio, di comunicazione. Perdono i suoi sbagli, le sue cadute, le sue debolezze, 
i suoi tradimenti, le sue azioni, il suo disprezzo per me e le sue parole che mi hanno offeso,
 umiliato e ferito.  Perdono l'incomprensione, la disarmonia e la strumentalizzazione sessuale.  
 Lo / La perdono di cuore, Signore, e Ti prego di riempirlo/la del Tuo amore.
Io perdono di cuore i miei figli
Li perdono per la loro mancanza di amore, di rispetto, di obbedienza, di aiuto, di interesse
 e di riconoscenza. Li perdono per i malintesi, le discussioni, le liti, le bestemmie, l'immoralità.
 Perdono le loro scelte sbagliate, i loro vizi, i loro errori e le amicizie negative. 
Li perdono per aver abbandonato Te e la chiesa. Perdono il loro egoismo
e la loro chiusura.     
  Li perdono di tutto cuore, Signore, e Ti prego di riempirli del Tuo amore.
Signore Gesù, Ti prego in modo particolare per ottenere la grazia di perdonare
la persona che mi ha offeso di più. Te la presento, Signore:
Tu sai che da solo non riesco a perdonarla. Ma con il Tuo aiuto, 
Signore, ora la voglio perdonare di cuore e Ti prego di benedirla.
Dopo aver chiesto al Signore la grazia di perdonare, chiediamoGli ora la forza 
di chiedere perdono a Lui e ai fratelli per il male che noi abbiamo fatto.
 In questo modo il perdono, dato e richiesto, può guarire e liberare.
Signore, con il Tuo aiuto ora voglio chiedere perdono a ognuna di queste
 persone che ho ricordato, perché nemmeno io le ho sapute sempre amare, 
capire, perdonare, affermare, aiutare. Chiedo loro perdono di cuore per
averle giudicate, criticate, calunniate, per aver rivelato i loro difetti, i loro errori,
 le loro confidenze. Chiedo perdono per tutte le volte che, in vari modi, io le ho offese. 
 Ti prego, Signore, di dare Tu ad ognuno tutto l'amore che io non ho saputo dare.
Ora voglio chiedere perdono a Te, Signore
Ti chiedo perdono per non averTi amato con tutta la mente, con tutto il cuore,
 con tutte le mie forze e per non aver amato sempre il mio prossimo come me stesso.
 Ti chiedo perdono, Signore, per il mio egoismo, per la mia mancanza di riconoscenza, 
per non aver fatto buon uso dei doni che Tu mi hai dato, per il mio attaccamento
ai beni materiali, per il mio allontanamento da Te.    
  Signore, mi affido al tuo amore.  Amen.




Lettera di Dio ad uno sposo 
 La donna che hai al fianco, emozionata, con l’abito da sposa, è mia.
Io l’ho creata. Io le ho voluto bene da sempre; ancor prima di te e ancor più di te. Per lei non ho esitato a dare la mia vita.
Te l’affido. La prenderai dalle mie mani e ne diventerai responsabile.

Quando l’hai incontrata l’hai trovata bella e te ne sei innamorato. Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza, è il mio cuore che ha messo dentro di lei la tenerezza e l’amore, è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità, la sua intelligenza e tutte le belle qualità che hai trovato in lei.
Però non potrai limitarti a godere del suo fascino. Dovrai impegnarti a rispondere ai suoi bisogni e ai suoi desideri.
Ha bisogno di tante cose: di casa, di vestito, di serenità, di gioia, di rapporti umani, d’affetto e tenerezza, di piacere e di divertimento, di presenza umana e di dialogo, di relazioni sociali e familiari, di soddisfazioni nel lavoro e di tante altre cose…

Ma dovrai renderti conto che avrà bisogno soprattutto di Me, e di tutto quello che aiuta e favorisce quest’incontro con Me; la pace del cuore, la purezza di spirito, la preghiera, la parola, il perdono, la speranza e la fiducia in Me, la Mia vita.
La ameremo insieme. Io la amo da sempre. Tu hai cominciato ad amarla da qualche anno, da quando l’hai incontrata. Sono io che ho messo nel tuo cuore l’amore per lei.

Era il modo più bello per dirti: 
"Ecco te l’affido",
 perchè tu potessi godere della sua bellezza e delle sue qualità. Quando le hai detto:
 "Prometto di esserti fedele, di amarti e rispettarti per tutta la vita", è come se mi avessi risposto che sei lieto di accoglierla nella tua vita e di prenderti cura di lei.
Da quel momento siamo in due ad amarla. Anzi, ti renderò capace di amarla come Dio, regalandoti un supplemento d’amore, che trasforma il tuo amore di creatura e lo rende capace di produrre le opere di Dio nella donna che ami.

E’ il mio dono di nozze: quello che si chiama la grazia del sacramento del matrimonio.

Non ti lascerò mai solo in questa impresa. Sarò sempre con te e farò di te lo strumento del mio amore e della mia tenerezza; continuerò ad amare la Mia creatura, che è diventata tua sposa,        attraverso i tuoi gesti d’amore.        

 (Giordano Muraro)


 


Nessun commento:

Posta un commento

https://drive.google.com/file/d/0B_5wL2zXGb6DZnZ3LXdKTGU2NE0/edit?usp=sharing